COMPLICANZE DELLA MASTOPLASTICA ADDITIVA – dentrocasa, febbraio 2012

Ogni intervento chirurgico è gravato da possibili rischi generici e specifici che devono essere valutati con il paziente prima di ogni procedura. In chirurgia estetica la mastoplastica additiva è un intervento particolarmente ricco di possibili complicanze. I rischi generici sono quelli che caratterizzano tutta la chirurgia e si tratta essenzialmente di ematomi o sieromi, infezioni e cicatrici patologiche. I rischi specifici in questo caso sono prevalentemente legati alle interazioni dell’organismo con la protesi.
La complicanza principale è la contrattura capsulare; il corpo umano riconosce la protesi come un elemento estraneo ma non ha la possibilità di eliminarla quindi la isola creando attorno all’impianto tessuto cicatriziale. Questa reazione è del tutto fisiologica ma talvolta assume delle proporzioni incontrollate con una produzione esuberante di tessuto fibrotico che progressivamente stringe la protesi sino a modificare, nei casi più gravi, la consistenza e la forma della mammella. Le ragioni di tale fenomeno non sono ad oggi del tutto note ed interessano circa il 5% delle pazienti che diventano candidate ad un intervento di rimozione della capsula periprotesica per ripristinare una condizione di normalità.
Un’altra complicanza comune è la dislocazione dell’impianto ovvero lo spostamento minimo delle protesi dalla loro sede di impianto a causa dell’eccessivo vigore della forza muscolare a cui è sottoposta. È sufficiente una minima variazione per determinare una modifica significativa della simmetria mammaria e nel caso di protesi anatomiche si aggiunge il rischio della rotazione con una modifica evidente della forma. Anche in questo caso il problema è facilmente risolvibile con un piccolo reintervento.
Una complicanza rara con le protesi mammarie di ultima generazione è la rottura dell’impianto. In questo caso la diagnosi è spesso tardiva in quanto tale inconveniente raramente produce una sintomatologia clinica ma una volta accertata l’entità del danno attraverso una risonanza magnetica è bene sottoporre la paziente alla sostituzione dell’impianto.
Altri eventi sono da annoverare tra gli effetti prevedibili e non tra le complicanze come il rippling protesico ovvero la visibilità della protesi in alcune aree della mammella nelle pazienti magre oppure quando è presenta una scarsa copertura da parte dei tessuti mammari oppure la possibile riduzione di sensibilità cutanea.