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IL CORPO DOPO LA GRAVIDANZA – profilo salute, luglio 2016

La gravidanza rappresenta un periodo del tutto unico nella vita di una donna. Il coinvolgimento emotivo per la futura maternità coesiste frequentemente con il timore per i mutamenti che il corpo vive quotidianamente. La donna incinta è consapevole che il proprio fisico subirà dei cambiamenti nel corso dei nove mesi alcuni dei quali del tutto irreversibili ed altri destinati a lasciare una traccia indelebile.

Durante il periodo di gestazione si assiste ad un inevitabile e progressivo aumento ponderale legato all’aumento della massa uterina, alla ritenzione idrica e spesso anche ad un vero e proprio aumento del peso corporeo. Il volume del seno aumenta e si verifica un allargamento delle ossa del bacino, il complesso areola capezzolo diviene più scuro, i capelli appaiono più folti e lucenti e l’aumento della vascolarizzazione cutanea produce una pelle più rosea ed idratata. È noto come la donna gravida sovente venga riconosciuta come “più bella”.

Al termine della gravidanza e dell’allattamento l’areola rimane più scura, talvolta residua qualche chilo di troppo, il seno è più svuotato e meno tonico ma il distretto che più di altri manifesta gli esiti della gravidanza è la parete addominale dove la cute appare meno tonica ed in qualche caso si presenta una diastasi dei muscoli retti e smagliature.

Durante la gestazione il volume uterino che ospita il feto produce una distensione della parete addominale che genera una inevitabile dilatazione dell’aponeurosi che lega i due muscoli retti. Con il termine diastasi si indica l’allontanamento più o meno marcato lungo la linea mediana dei muscoli retti addominali e tale fenomeno si traduce in un indebolimento della parete addominale.Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno transitorio che si risolve spontaneamente pochi mesi dopo il parto. In alcune circostanze, al contrario, residua una diastasi permanente di entità variabile.

Il paziente avverte che l’addome non è più piatto come un tempo e nel fare gli addominali si verifica, prevalentemente in corrispondenza dell’ombelico, un rigonfiamento più o meno evidente in fase di contrazione dei muscoli addominali. La diagnosi e’ clinica e avviene con visita medica eventualmente supportata da una , ecografia della parete addominale oppure con tomografia computerizzata.
Nelle forme lievi è un modesto disagio estetico che può tramutarsi, nelle forme più importanti, in un problema funzionale in quanto rappresenta una condizione di debolezza della parete addominale che predispone allo sviluppo di ernie.

Nella maggior parte delle donne il carico emotivo di questo evento è tale da sminuire ogni altro aspetto ma in qualche caso questi mutamenti determinano problemi di non accettazione del proprio corpo e sempre più spesso il chirurgo plastico diventa una tappa già preventivata nel percorso di recupero della forma nel post gravidanza. Il miglior suggerimento che si possa dare ad una donna è quello di limitare il più possibile preventivamente i danni con un corretto controllo del peso ed una adeguata idratazione della cute.

Una mammella svuotata si compensa con la mastoplastica ma varrebbe la pena posticipare l’intervento se ci fosse in programma un’altra gravidanza per non vanificare l’esito dell’intervento. Nei casi più lievi è possibile una correzione ricorrendo al lipofilling che permette un recupero contenuto di volume con un impianto di grasso autologo.

Un addome particolarmente segnato con un eccesso importante di cute o con numerose smagliature o con una diastasi dei muscoli retti può essere migliorato attraverso l’addominoplastica ma in questo caso è ancora più valida l’indicazione di attendere la fine del ciclo riproduttivo. Differente è la condizione più comune di un modesto eccesso di cute a ridosso della cicatrice del taglio cesareo che ben si corregge con una mini addominoplastica. Nei casi più modesti è possibile recuperare parzialmente il tono della cute sottoponendosi a sedute di radiofrequenza.I casi di diastasi lieve sono correggibili chirurgicamente con una adominoplastica e sutura diretta dei muscoli. Nei casi più severi diviene opportuno alloggiare una rete di contenimento al di sotto della parete muscolare sulla quale alloggiare i muscoli.

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Istituto chirurgico Palazzo Manzoni
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